News

Il Cane Tutor

Ha davvero senso?
Redatto da Antonella Labate

Iniziamo dalle fondamenta del tema che desidero esplorare. Leggendo ciò che ho scritto, avrete l’opportunità di capire se il concetto “Questo è un cane tutor” ha davvero senso, oppure se il cane inesperto imita il cane con più esperienza, perché impara osservando.

L’apprendimento è la modificazione del comportamento che per ogni soggetto può essere permanente o temporaneo. Questo può anche avvenire attraverso un processo chiamato:

  • Apprendimento sociale o osservativo, anche detto apprendimento per imitazione.

Questo tipo di apprendimento viene utilizzato dai cani. I meno esperti imparano osservando il comportamento e i risultati delle azioni dei cani più esperti. Il fattore essenziale affinché ci sia l’apprendimento sociale di uno o più comportamenti, è che il cane meno esperto guardi il cane con più esperienza, detto modello o detto erroneamente “cane tutor”.

Questo aspetto dell’osservazione è uno dei fattori fondamentali che intendo chiarire, perché non tutti i cani sono interessati a prestare attenzione verso un determinato soggetto e, se non osserva, non può imparare l’arte e metterla da parte v¨●

Il cane sceglie di osservare quel soggetto, o più soggetti, perché lo vede come un modello. Questo modello rappresenta un esempio da seguire, un punto di riferimento, poiché in lui, il cane riconosce qualità, abilità, requisiti, caratteristiche e competenze superiori che lui stesso non ha.

Si tratta di una valutazione soggettiva di ogni essere vivente dotato di processi cognitivi. Per ogni cane ci possono essere molti, alcuni, pochi o addirittura nessun cane che possa essere considerato un modello in un determinato momento.

Il cane che modifica il suo comportamento attraverso l’apprendimento per imitazione, decide a quale soggetto prestare la sua attenzione. Osserva i suoi comportamenti e gli esiti delle azioni e sceglie se, quali, quando e con quale intensità imitare il comportamento visto.

L’apprendimento sociale può anche avvenire in modo casuale, un soggetto osserva per caso il comportamento e l’esito di un altro individuo; quando si troverà in presenza di quello stimolo, metterà in pratica il comportamento che ha imparato in precedenza.

Noi possiamo sfruttare questa tecnica di addestramento a nostro vantaggio, per aumentare la frequenza e l’intensità con la quale il comportamento verrà copiato.

Ci sono diversi motivi da considerare, affinché l’apprendimento sociale abbia il successo desiderato, alcune considerazioni:

Il cane ha bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti, altrimenti sarà difficile che decida di seguire un modello. Prima di tutto sentirà l’urgenza di appagare le sue necessità primarie.

Un cane timido, un termine che descrive un cane con fobie, o paure, o insicurezze, è un animale che si preoccupa relativamente dell’ambiente che lo circonda. Dobbiamo tenere presente che l’attenzione del cane timido, verso l’altro cane, è relativamente bassa o addirittura assente perché più incentrata sull’ambiente che lo circonda.

Le preoccupazioni possono limitare le capacità cognitive del cane di acquisire nuove informazioni, elaborarle e farle proprie; oppure è la visione del cane rispetto al comportamento visto. Il soggetto potrebbe pensare di non essere in grado di copiare certi comportamenti osservati per diversi motivi e, di conseguenza, tenderà ad evitare alcune situazioni. Questo esito negativo, ogni qual volta che succede, alimenta nel cane il senso di bassa autostima creando un circolo vizioso.

Molte volte viene impiegato un cane esperto per la cerca dei tartufi, confidando che il neofita impari da lui a trovarli imitando i comportamenti di quello esperto. Questa tecnica di addestramento basata sull’apprendimento sociale è molto efficace, ma spesso se non viene svolta nel modo corretto, può portare a qualche ripercussione indesiderata.

A volte si crede che premiando il cane inesperto nel punto in cui è stato trovato il tartufo dal cane modello, semplicemente perché si reca a fianco di quello esperto, impari a cercare i tartufi per mezzo dell’apprendimento sociale. Non è così, in realtà, state utilizzando altre tecniche di addestramento, ad esempio il condizionamento classico e/o operante e, tante volte in modo maldestro, perché non è stato premiato per il raggiungimento dell’obbiettivo finale, attraverso il comportamento visto, il ritrovamento del tartufo, obbiettivo ultimo dell’addestramento.

Alcuni cani potrebbero scovare molti più tartufi di quanti ne trovano realmente, se solo non si distraessero osservando il loro compagno di ricerca, concentrandosi di più sull’uso del naso. Tendono a osservare l’altro cane per capire quando questo trova un tartufo, così facendo possono essere presenti al momento giusto e ricevere anche loro un premio senza alcun impegno. Questo accade perché abbiamo insegnato a questi cani che quando il partner trova un tartufo, tutti ricevono una ricompensa, anche se in quel momento non stavano facendo nulla per meritarlo.

Se premiamo un cane che non ha contribuito attivamente alla ricerca del tartufo, solo perché si è avvicinato durante il ritrovamento dei tartufi di un altro cane, potremmo involontariamente rinforzare un comportamento “approfittatore”. Questo comportamento “approfittatore” potrebbe manifestarsi anche con altri cani. Ciò potrebbe portare a situazioni stressanti, specialmente con cani che sono meno inclini a condividere le risorse.

Un altro fattore da prendere in considerazione è, che con l’andare del tempo, il cane neofita potrebbe perdere l’opportunità di sviluppare le abilità di ricerca del tartufo in modo autonomo ed efficace.

Premiare il cane neofita sulla buca del cane esperto, senza insegnare al cane le competenze necessarie attraverso tecniche di addestramento mirate e appropriate, potrebbe portare il cane neofita a seguire il cane esperto senza realmente comprenderne il compito.

È importante essere coerenti nell’addestramento dei cani. Essere consapevoli dei comportamenti che si stanno rinforzando, e premiare i comportamenti desiderati per incoraggiare le azioni giuste.

Se si vuole che un cane impari a cercare tartufi in modo indipendente e attivo, è meglio concentrarsi sul premiare i suoi sforzi e i suoi successi diretti. Ricordate che il modo in cui si premia e si rinforza un comportamento avrà un impatto sulla sua frequenza e persistenza.

Premiare il cane quando non se lo merita non è corretto e neppure produttivo. Non ha senso avere, ad esempio, due cani che cercano tartufi per farli trovare da uno solo.

Ringrazio Antonella Labate per la gentile concessione

Potresti essere interessato in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *